
Una vocina mi suggerisce che, in questa serata, si sia parlato molto di S.B.
Qualcuno mi dice che cazzo c'entrano Natalino Balasso e Antonio Cornacchione, allora? Cosa c'entrano due dipendenti? Perchè di dipendenti di Canale 5 si tratta... Perchè Travaglio sì e Massimo Fini no? E Olivero Beha, perchè lo scongeliamo solo quando arrivano i mondiali?

Non mi è mai piaciuto Beppe Grillo. Ho sempre trovato la sua comicità apocalittica un pò esagerata, dettata da un' urgenza troppo popolare. In seguito, quando si è dedicato ad inchieste anche importanti, come quelle relative alla telefonia e all'energia, ho iniziato a rivalutarlo. Poi, ha aperto un blog. Cosa legittima, che fanno in molti. Ma il suo blog si è subito trasformato in una rivista, dalla linea editoriale precisa e spesso populista, quasi mai sottile e spesso, troppo spesso, mirata a creare consensi, a cercare un percorso di comunità che, a differenza di quella made in Adinolfi , ha stentato a decollare. Forse amo il blog per il suo essere anarchico e, in qualche modo, perdonatemi l'espressione, giovane, cioè lontano dalla staticità tipica della stampa e della comunicazione italiana, aperto ai confronti e interattivo. Beppe Grillo, invece, risponde raramente ai post. Beppe Grillo ha un blog gestito da una serie di collaboratori. Beppe Grillo usa il blog come un balcone: coinvolge, come al solito, chi la spara più grossa. Beppe Grillo, prendo il prestito la frase da F.F., è un avvocato delle cause vinte, almeno a livello di popolarità. E il blog, lo dimostra la scelta di un altro comico, Daniele Luttazzi, non deve essere legato ai numeri, ma alla freschezza, alla mancanza di ostacoli: Grillo, attitudine da battitore libero e aspirazioni da Enzo Biagi della sinistra più conformista, si è impantanato nella rete. Lo ha fatto qualche tempo fa, quando ha attaccato Il Mucchio, una rivista che l'ha spesso ospitato, per aver ricevuto dei finanziamenti pubblici, in realtà normali per le cooperative. Lo ha paragonato al Campanile, un foglietto dell'Udeur. Qualcuno dirà:beh, però, Report...Ma se si legge con attenzione il testo della puntata di Report, pubblicato anche dal Foglio (sempre sia lodato) di Giuliano Ferrara, uno che da quella puntata, tra l'altro non usciva benissimo, ci si rende conto che lo scandalo dei finanziamenti non colpisce chi, con una regolare cooperativa (esempio, Il Manifesto) fa informazione e va in edicola, ma chi quei finanziamenti li sfrutta senza causa.Per cui, al suo (del Grillo straparlante) appello, tifate Ghana, mi sono cadute le braccia. Anzi, mi si sono frantumate. Quello è radicalchicchismo applicato alla massa, qualunquismo emozionale: quello, è l'urlo disperato di chi deve per forza garantire la sua opinione, comunque vadano le cose. Quello, direbbero i Valentinadorme, è il coraggio di chi non ha stile. Anzi, è lo stile di chi, il coraggio, lo indirizza nei canali sbagliati.
(nella foto, Girolamo Savonarola. Qualcuno- direi chiunque- sa perchè)